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Genesis Advanced Technologies

Genesis Technologies nasce nel 1991. Suo fondatore è Arnie Nudell, uno dei personaggi in quegli anni più conosciuti nel mondo dell'hi-end al pari di nomi quali Mark Levinson o Dan D'Agostino progettista Krell. Genesis Technologies è solo uno delle diversi risultati della carriera di Arnie nel mondo hi-end, focalizzata nella ricerca e nello sviluppo di componentistica audio ed alla realizzazione di diffusori.
Per meglio focalizzare questa straordinaria storia e capire perchè l'intero settore audiofilo gli riconosca innovazione e genialità, facciamo un passo indietro...

Durante attività di laboratorio inerenti la propria principale attività professionale, Arnie Nudell (all'epoca ingegnere nucleare in forza al ministero della difesa statunitense) si rende conto che il sistema servo controllato che stava studiando, avrebbe potuto benissimo controllare, ed in modo assai accurato, anche un sistema di altoparlanti con un particolare valore aggiunto se utilizzato sui drivers della gamma bassa.
Assieme a John Ulrich, Arnie progetta quindi il servo sistema e l’amplificatore di potenza per il pilotaggio del driver. Arnie chiama poi un secondo amico (Gene Czerwinski) affinché progetti uno speciale woofer da 18 pollici provvisto di un secondo avvolgimento per la generazione del segnale di feedback . Il sistema funziona. Era stato realizzato il primo woofer servo controllato al mondo.
Con l'utilizzo di un pannello elettrostatico sviluppato da due ingegneri aerospaziali ed un cabinet realizzato da Cary Christie nel suo garage, nasce il primo prodotto: il Servo Statik I... era il 1968.

Negli anni 80 Arnie è alla guida di Infinity, un altro nome leggendario, e realizza quello che sarebbe stato il primo vero sistema di altoparlanti Audio High End, l'Infinity Reference Standard (il sistema IRS).
Sebbene non originariamente pensato come una realizzazione da commercializzare, lo IRS voleva costituire il riferimento più alto raggiunto dalla tecnologia corrente applicata alla riproduzione del suono. Era il primo sistema di altoparlanti che impiegava un tweeeter ad induzione elettromagnetica, il primo tweeter a nastro ...

Alla fine degli anni '80 Arnie vende Infinity al gruppo Harman International e nel 1991 torna verso le proprie radici con una piccola azienda specializzata nella progettazione e costruzione di sistemi di altoparlanti, un’azienda che gli consentisse di creare trasduttori audio sempre più perfezionati, Genesis Technologies appunto.
Il suo obiettivo era sempre quello, cercare di ricreare l’evento musicale con il più alto livello di realismo.

Nel Giugno del 1993, viene presentato il modello Genesis One che scuote il mondo dell’audio High End, stabilendo nuovi riferimenti per qualità, prestazioni ed estetica.
Con l’introduzione del sistema di altoparlanti Genesis One, l’azienda stabilisce nuovi standard nella riproduzione audio. 
Fin dal primo prodotto commercializzato Genesis si distinse per la realizzazione di sistemi di altoparlanti con una capacità di restituzione del dettaglio così accurata ed introspettiva che era possibile cogliere persino il respiro dei musicisti; altoparlanti con tali capacità di ricostruzione spaziale che l’ascoltatore si ritrovava virtualmente di fronte ai musicisti, con una gamma dinamica così ampia da togliere il respiro.
L'evoluzione dei prodotti Genesis da allora non si fermò mai. La ricerca della fedeltà assoluta si fonda su studi e intuizioni ancor oggi inarrivabili.
Ci si può fare un'idea della personalità di Arnie Nudell
guardando l'intervista che gli fece in occasione del CES 2004 un giornalista di Home Theater and High Fidelity, circa la filosofia di progettazione e le soluzioni tecnologiche dei diffusori Genesis.

Nel 2002 l'azienda fu rilevata (assets e proprietà intellettuali) da Gary Leonard Koh, imprenditore lungimirante e grande appassionato audiofilo, che ne trasformò il nome in Genesis Advanced Technologies. Gary rinnovò parte del personale e nel 2005 divenne egli stesso progettista quando Arnie decise di uscire dall'azienda per dedicarsi unicamente ai propri nipoti. 
Queste nuove importanti professionalità apportano tutt'oggi energia ed impulso innovativo, mantenendo inalterata la tradizione di "fedeltà assoluta" e l'originalità del marchio, ma proiettando la società ad affrontare le sfide di un mondo molto diverso da quello delle origini.



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Affinché un sistema di altoparlanti possa rispondere fedelmente al segnale elettrico applicato, il tweeter deve muoversi in modo estremamente veloce, in modo da riprodurre perfettamente le alte frequenze, mentre il woofer, a sua volta, deve poter dirigere con forza e decisione i gravi verso il carico d’aria offerto dalla stanza d’ascolto.
Il midrange poi deve rispondere a sua volta da un lato alla velocità del tweeter, dall’altro alla potenza del woofer.

Tutti i trasduttori debbono poi presentare bassi tassi di distorsione e devono essere in grado di muoversi dinamicamente ed in modo accurato alla medesima frequenza del segnale elettrico applicato. Genesis progetta i propri altoparlanti di modo che abbiano la stessa voce con un coseguente naturale bilanciamento armonico a tutte le frequenze riproducibili.
A ciò si aggiunga che un sistema di altoparlanti deve poi interagire con il resto del sistema e soprattutto con la stanza.

Queste considerazioni hanno portato Genesis allo sviluppo di soluzioni progettuali e componenti assolutamente originali quali: 

  •  ribbon tweeters,
  • servo-controlled bass, 
  • musically transparent crossovers,
  • dipole radiation pattern, 
  • midrange transducers,
  • dynamic power delivery system.

 

The Genesis Ribbon Tweeter
Celebrato dalle riviste di settore come uno dei migliori tweeter al mondo, le performances del Genesis Ribbon Tweeter non sono ancora state superate dalla sua prima realizzazione che risale a 20 anni fa.
Si tratta di un tweeter a nastro circolare planare, con un diametro di 2,5cm, realizzato con una membrana ultrasottile di
Kapton rivestito da uno strato di alluminio foto-impresso che ha uno spessore totale di circa 1/100 di millimetro. L'intera struttura radiante del tweeter ha una massa inferiore a quella dell'aria di fronte a sè eccitata dal processo di emissione sonora. Questo fa sì che possa riprodurre accuratamente frequenze fino ai 36KHz.
Il risultato di questa progettazione è un driver con una risposta rapida e uniforme, la velocità dei migliori progetti elettrostatici senza l'alta distorsione e la scarsa dispersione che a questi progetti si accompagna, nonché la capacità di trasmettere la giusta combinazione di naturale dolcezza, introspezione ed ariosità delle alte frequenze.

Nella realizzazioni di punta Genesis utilizza un alto numero di questi drivers a formare una sorgente sonora verticale. Questo produce innanzitutto un grande vantaggio: basso stress della componentistica poichè l'output è distribuito su più punti di emissione con una conseguente drammatica riduzione della distorsione.

The Servo-Bass advantage
Per riprodurre fedelmente le basse frequenze occorre che il woofer muova con energia il carico d’aria offerto dalla stanza di ascolto. Questo implica l’utilizzo di woofers larghi, robusti e solidi tanto più se, per gli enormi vantaggi che questo progetto apporta, il diffusore è realizzato in cassa chiusa.

Quando durante la riproduzione musicale si incontrano forti impatti sonori (basse frequenze che nascono e repentinamente finiscono: per esempio grancasse) l’inerzia del woofer rende lento l’attacco e soprattutto, una volta partito, la propria quantità di moto ne ritarda l’arresto anche dopo che il segnale non ne richiede più il movimento.
La maggior parte dei diffusori relega all’amplificatore di potenza il compito di avere sia la necessaria potenza per muovere il woofer inizialmente, sia il fattore di smorzamento adeguato a fermarne in tempo la corsa. Questo però non è sufficiente per contenere il problema. Il risultato spesso si traduce in incompiutezza, dialtamento, perdita di articolazione e definizione, offuscamento dell’impatto dinamico.

La soluzione è un sistema di servo-controllo della gamma bassa. Il concetto è molto semplice. Un accelerometro montato sugli avvolgimenti del woofer monitora costantemente il movimento del cono. Un circuito di controllo opera continuamente una comparazione tra tale movimento ed il segnale in ingresso, identifica qualsiasi deviazione ed istantaneamente applica una compensazione al segnale stesso affinché il segnale risultante non si discosti dal riferimento. Questo perfeziona ogni problema dovuto sia all’inerzia del woofer sia ad una propria intrinseca non linearità (propria di ogni woofer in commercio e dovuta a parametri intrinseci alla meccanica dei materiali utilizzati ed alla costruzione).
In parole semplici questo sistema riconosce che il woofer non si sta muovendo velocemente quanto dovrebbe (ad esempio ad inizio eccitamento) ed applica una corrente maggiore per aumentarne la dinamica; al contrario se si accorge che sta continuando a muoversi anche quando il segnale di riferimento non lo richiede (inerzia dovuta alla propria quantità di moto), istantaneamente applica un contro-segnale adeguato per fermarlo in modo più veloce ed accurato rispetto ad un qualsiasi comportamento in open-loop (cioè dove tale operazione viene demandata unicamente all’amplificatore di potenza).

Questo dispositivo riduce la distorsione e migliora la risposta dei transienti facendo in pratica apparire il woofer molto più leggero di quanto sia in realtà. Tipicamente il fattore di distorsione dei woofer è del 10% anche a moderati livelli di utilizzo. Con il sistema di servo-controllo la distorsione scende al di sotto dell’1% a qualsiasi livello di utilizzo. Lavorando in accelerazione continua (sia positiva che negativa) il woofer risponde in modo ottimale (assolutamente anecoico) anche alle frequenze più basse (già nel modello G5.3 la risposta alle basse frequenze scende a 16Hz indistorti).

Affinché questo sistema funzioni in modo corretto ed efficiente occorrono amplificazioni ad alta corrente e trasduttori solidi, molto solidi. Si aggiunga la difficoltà di realizzazione e l’alto costo ed ecco perchè lo si ritrova in gran pochi progetti.
La totalità del sistema non è facile da realizzare. Arnie Nudell e John Ulrick lo introdussero per primi nel leggendario Infinity Servo Statik One nel 1968. Da allora Genesis ha apportato continui miglioramenti grazie anche al progresso tecnologico in campo elettronico con il risultato odierno di un sistema che riproduce bassi vigorosi e tremedamente reali.
 
Musically Transparent Crossover
All’inizio dell’era della riproduzione audio esistevano unicamente amplificatori a valvole. Si accoppiavano ai diffusori tramite trasformatori di uscita che attenuavano l’elevata impedenza delle valvole riducendola ad un valore più ragionevole (per l’epoca) di 16 o 32 Ohms. Inoltre avevano un bassissimo fattore di smorzamento.
Queste limitazioni si trasferivano anche ai diffusori che, per potersi ben interfacciare, dovevano necessariamente avere alte impedenze. I drivers della gamma bassa erano caricati a reflex o a tromba per essere più veloci e rimediare per quanto possibile al basso fattore di smorzamento. Risultavano inoltre molto pesanti a causa della gran quantità di materiale presente negli avvolgomenti rendendo il sistema poco performante a causa dell'inerzia al movimento e dell'alto momento posseduto dai drivers stessi.
Con il progredire della tecnologia i progettisti realizzarono avvolgimenti con una minore impedenza e quindi con una minore quantità di energia dissipata a vantaggio della capacità dei sitemi di indirizzarne quantità maggiori per muovere i drivers, anch'essi costruiti con materali più leggeri.
I diffusori risultarono quindi avere sensibilità più elevate ed un suono dalla dinamica ed impatto realistico superiori.
Altri progettisti preferirono mantenere alte impedenze ma utilizzare nei crossover delle reti di Zoebel. Questo artifizio rendeva molto più semplice la realizzazione sia dei crossover che degli amplificatori ma andava a corrompere il suono in dinamica, velocità e risposta ai transienti poichè assorbe dagli amplificatori quantità di energia in esubero, non necessaria e non dedicata al pilotaggio dei drivers.

Genesis progetta i crossover senza circuiti addizionali che semplifichino i problemi ma mortifichino la vitalità della musica.

Ha dimostrato infatti che non sono necessarie amplificazioni particolarmente particolarmente potenti ma qualitativamente eccellenti, lanciando sul mercato l'integrato Limited Edition Genesis I60 ed i finali monofonici M60 che, con un costo ragionevole, sono in grado di pilotare senza sforzo i vecchi modelli Genesis storicamente noti per le loro "esose" necessità.
Basse impedenze dei diffusori richiedono amplificazioni ben costruite con ottime capacità di erogazione e linearità degli stadi di uscita. La ricompensa è una dinamica senza sforzo ed una risposta ai transienti che produce un suono caldo e musicale: il caratteristico suono Genesis.

Dipole Radiation Pattern
Genesis è convinta che il componente che più caratterizza un sistema di riproduzione del suono sia la stanza, un componente al di fuori del controllo del progettista di diffusori.
Per riuscire a contenere l'effetto della stanza Genesis utilizza una configurazione dipolare (alcuni modelli anche nella sezione bassa e/o medio bassa) riproducendo le medesime frequenze sia anteriormente che posteriormente in controfase gli uni agli altri.
I vantaggi maggiori di questa configurazione sono la facilità di inserimento in ambiente e la maggiore naturalezza e spazialità della riproduzione.
Il dipolo raggiunge performances superiori poichè il campo sonoro radiato dai drivers è virtualmente assente ai lati dei diffusori: ne deriva che l'energia sonora che impatta i muri laterali della stanza è praticamente nulla per cui si hanno notevoli vantaggi sia in termini di facilità di collocamento sia nella possibilità di percepire il messaggio sonoro con una ridotta corruzione acustica ambientale.
Ciò è ancora più vero nei modelli di punta Genesis in cui il dipolo è realizzato da una linea di drivers che emanano perpendicolarmente all'asse del diffusore evitando anche le fastidiose spurie di riflessione del soffitto.

Midrange Transducers
Genesis è solita affermare che il midrange (la gamma media) è una finestra nel pensiero creativo di un compositore o di un cantante. E' in effetti nella gamma media che troviamo la "magia" di un evento musicale ben registrato o anche l'essenza stessa di un film: senza dialogo non c'è storia.
Per riprodurre queste frequenze critiche Genesis utilizza dei midrange a nastro (line-source) o con cono in titanio che ben si adattano alla velocità e trasparenza dei tweeter a nastro circolare.
Nei modelli di punta (G1.1 e G2.2) Genesis utilizza un midrange a nastro di alluminio finissimo con uno strato di
Mylar (poliestere dalle straordinarie capacità isolanti) di spessore di 3/100 di millimetro. Nel caso specifico del nastro da 122cm della serie G2.2 il nastro è sospeso da un campo magnetico generato da magneti di ferrite al bario di oltre 7mt di lunghezza totale ed è messa particolare cura affinchè il nastro operi unicamente nella gamma di frequenze ad esso assegnate.
Il risultato è una perfetta sorgente lineare che genera un'
onda sonora piana perpendicolarmente all'asse dei diffusori  (identica a quella generata dalla linea dei tweeter) con i vantaggi in termini di ridotta dispersione esposti precedentemente, nonchè una coerenza timbrica, spazialità e profondità straordinarie.

Nella serie 5 e 6 Genesis utilizza invece un midrange da 12,7mm e nella serie 7 un mid-woofer da 14cm (il più largo al mondo) entrambi con cono in titanio. Il titanio garantisce basso fattore di distorsione e massa ridotta che permettono al driver di lavorare in un range di frequenze molto ampio e quindi in modo particolarmente agevole all'interno delle frequenze progettualmente assegnategli. 
Questo midrange si accoppia in modo stupefacente con il tweeter a nastro circolare. Ne imita velocità, trasparenza, bilancio armonico tanto che Genesis è solita dire di aver progettato un cono in titanio "... che suona come un nastro".

Dynamic Power Delivery System 
Le origini del Dynamic Power Delivery System (DPDS) derivano dallo studio dei principi di progettazione degli amplificatori a valovole. A causa delle alte correnti coinvolte, tali amplificatori utilizzano piccoli condensatori per erogare una corrente continua omogenea ed uniforme.
Per svolgere lo stesso lavoro gli amplificatori a transistor utilizzano invece di norma condensatori elettrolitici più generosi e meno costosi.
Queste considerazioni conducono i progettisti Genesis a maturare una certezza che parrebbe tanto semplice se non fosse supportata da anni di ricerca e test di laboratorio: condensatori più piccoli suonano meglio. Non è pura speculazione, attenzione: ci sono teorie scientifiche che descrivono come il comportamento dei condensatori di grande capacità non è ottimale alle alte frequenze.
Esistono sul mercato diversi amplificatori a transistor di bassa potenza e con piccoli alimentatori che suonano in modo eccellente e con una velocità incredibile. D’altro canto esistono amplificatori di grande potenza con ampi banchi di condensatori all’interno dei loro alimentatori che suonano in modo lento e legato.
Questo è l’eterno conflitto tra la potenza e la velocità. Lo sprinter non in grado di sostenere un grande sforzo per lungo tempo mentre un maratoneta non è in grado di produrre sforzi prodigiosi e repentini.

Nel 2007 Genesis introduce un rivoluzionario sistema di alimentazione in grado di erogare corrente in un ambiente di carico non lineare con allo stesso tempo un senso di potenza e raffinatezza.
Utilizzando le curve di Fletcher Munson e meccanismi predittivi sulla distribuzione delle frequenze musicali il sistema DPDS di Genesis è in grado di erogare potenza elevata nel tempo così come eccezionali picchi di corrente con straordinaria velocità, come fosse un team di corridori (sprinters, mezzofondisti e maratoneti) che si danno il cambio.
Il DPDS realizzato all’interno del Reference Amplifier di Genesis garantisce dinamica e capacità di pilotaggio proprie degli amplificatori a stato solido di grande potenza senza la lentezza che spesso accompagna tali caratteristiche, nonchè l’eleganza ed il colore dei toni delle valvole.
Utilizzato negli amplificatori del servo-controllo dei woofer, il DPDS produce dinamica, velocità e definizione della gamma bassa che lasciano senza fiato.
 



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GR180 su Fedeltà del Suono Settembre 2011
Alberto Guerrini recensisce il finale GR180 lodandone le straordinarie qualità:

"Stessa situazione con i passaggi di pianoforte, veramente impressionante per presenza e correttezza tonale, tutto lo strumento è materializzato a mezz'aria con contorni a fuoco e nitidi, sottolineati da una definizione quasi sbalorditiva."

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Genesis 5.3 su Inner Ear
Uno dei più significativi punti a favore delle Genesis 5.3 è l’ampia capacità dinamica e la loro abilità nel gestire i passaggi musicali dai più tenui ai più aggressivi, apparentemente senza sforzo permettendo una fruizione del messaggio del tutto naturale.
Il basso non solo raggiunge la ragguardevole regione dei 25Hz ma lo fà con risoluzione, corpo e pienezza armonica, senza un accenno di colorazione.

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Le Genesis 7.1f vincono il "Best of Innovations 2010"
Ai diffusori Genesis 7.1f è assegnato il prestigioso premio che una commissione super partes di progettisti, ingegneri e giornalisti ratifica ogni anno dal 1976 al CES di Las Vegas per 36 categorie di prodotti.

Leggi news  -  Genesis 7.1f





Genesis 2.2 impressioni d'ascolto
La stampa greca (abouthifi.com) incontra la Genesis 2.2 presso il distributore nazionale e trae alcune prime impressioni d'ascolto. Di seguito alcuni passaggi:

"Nonostante le notevoli dimensioni (due “ali” per le frequenze medio-alte con 15 tweeter a nastro circolare ed un midrange a nastro da 120cm e due “torri” con 4 woofers servocontrollati da 20cm), il sistema Genesis 2.2 è sicuramente più discreto che pomposo. Ascoltare questo setup in 40 metri quadri di stanza non mi ha lasciato il minimo disagio, al contrario! Pensavo che tali dimensioni gli avrebbero impedito di esprimersi come ci si dovrebbe aspettare, ma, ragazzi, mi ero sbagliato!"

"Subito, le prime note, non solo hanno sciolto ogni mio preconcetto ma hanno scosso un bel po’ di convinzioni formatesi durante anni di ascolti di apparecchiature hi-end.
In passato mi sono imbattuto in sistemi di grandi dimensioni sia in ambienti controllati che in sale di dimostrazione e la loro tendenza è quella di proiettare figure extra-dimensionate. La cosa è senza dubbio impressionante ma a lungo andare diventa inevitabilmente noiosa e palesemente irreale.
Le G2.2 non si comportano in questo modo: qui tutto è correttamente interpretato, in totale controllo, sotto il comando stretto del programma di ascolto. Il risultato è calmo, onora i momenti di silenzio; il messaggio non subisce nessun intervento di abbellimento."

"Per ogni materiale registrato, la capacità di proposizione complessiva è spinta al limite. Le G2.2 rifiutano ogni compromesso con l’evento musicale e viene proposto a chi ascolta solo la differenza tra le diverse registrazioni le quali inevitabilmente assumono un ruolo fondamentale per far esprimere all’impianto le sue potenzialità."

"Le proprietà del dipolo delle medio-alte fanno sì che il campo di dispersione sia ampio e al suo interno siano preservate accuratezza e risoluzione. Anche alzandosi dalla posizione d’ascolto i piani delineati rimangono coerenti mantenendo tutte le virtù di cui sopra... la qual cosa è piuttosto rara.
I bassi sono magistralmente controllati e contribuiscono al loro meglio alla sezione ritmica alleandosi alla perfezione ad una gamma media in cui è impossibile trovare difetti."

"Onestamente mi sono impegnato con tutte le mie capacità persecutorie a trovare punti di debolezza, ma invano.
Alla fine mi sono trovato di fronte ad un setup di estrema qualità, in grado di ridefinire le mie aspettative da questo”sport”.
Questi sono da ora in avanti, senza precedenti nella mia esperienza per neutralità ed equilibrio tonale, il mio nuovo punto di riferimento."

Leggi intera recensione (inglese)  -  Genesis 2.2




Genesi 7.1f su Fedeltà del Suono
Nel numero di Dicembre 2009 Alberto Guerrini si esprime in questi termini:

"Veniamo ad un altro punto forte, realmente “Killer”, ovvero la voce femminile, articolatissima e ricca di sfumature, un microfono molto vicino alla bocca si intuisce immediatamente; una serie enorme di dettagli e nuances proviene dal contrabbasso che risuona con grande vigore e le cui corde non smettono apparentemente di vibrare attorno alle dita, che vengono colpite ripetutamente di ritorno.
Una batteria profonda e materica al punto giusto, opportunamente frenata, senza produrre fastidiose code."

" (...) i ballerini che vengono sparati proprio lì davanti al punto d’ascolto, come se ci si trovasse davvero ad assistere all’evento di fronte ad un palco.
Le percussioni sono fenomenali per realismo e per velocità ma soprattutto per la grana finissima con cui vengono riprodotte, rarissimamente ho sentito un risultato così buono."

"Il tenore della riproduzione è costantemente su livelli altissimi di fedeltà, la sensazione è, senza ombra di dubbio, di trovarsi nel bel mezzo della jam del quartetto."

Intera recensione di FdS  -  Approfondimenti sulla Genesis G7.1f

 


 

Genesis 7.1f su Ultra Audio
Jeff Fritz, editore di Soundsatage! Network, una delle firme più prestigiose del settore, recensisce le Genesis 7.1f su Ultra Audio. Alcune sue considerazioni:
“...attraenti per una larga parte del mercato audiofilo attuale.”
“...soluzioni e tecnologia applicate ad un diffusore dalle dimensioni contenute.”
“...un diffusore dal suono realmente onesto e vero, teso a riprodurre ciò che sta a monte senza ulteriori interpretazioni.”
“...c’è parecchia sostanza in queste G7.1f; hanno un potenziale ed una flessibilità in grado di farle ottimamente esprimere in una gran varietà di ambienti d’ascolto e di sistemi di riproduzione.”

Intera recensione su Ultra Audio  -  Approfondimenti sulla Genesis G7.1f




Genesis 7.1f su 6moons.com
"..una delle poche credibili alternative a diffusori veramente full-range senza prosciugare il conto in banca."
E' una delle frasi più significative del recensore. Le Genesis 7.1f eccellono sotto diversi punti di vista e risultano essere un diffusore affascinante ed estremamente performante, per audiofili senza compromessi. Di seguito altre impressioni:

"Le Genesis 7.1f sono un raro animale con 5 trasduttori per canale che suonano in modo assolutamente omogeneo. Hanno una sola voce dall'alto in basso senza alcuna udibile discontinuità (e ci sono stato molto attento)."

"...la 7.1f offfe risoluzione senza fatica d'ascolto, durezza o eccessi. Risolve il più fine livello di dettaglio ma non lo propone mai in nessun modo eccessivo o sfacciato."

"...sembra non esserci nessuna perdita di risoluzione muovendosi in basso con la frequenza e passando dal tweeter al midrange in puro titanio. Questo offre la medesima velocità, precizione e capacità di restituzione dei dettagli del tweeter a nastro circolare."

"Non sono riuscito a cogliere nessuna discrepanza di emissione tra i drivers frontali e quello laterale. I woofers sono talmente ben integrati che la voce del diffusore rimane inalterata.

"...il posizionamento e l'ottimizzazione sono facili nella maggior parte degli ambienti, perfino in uno piccolo e difficile come il mio."

"... un soundstage superbo, largo e profondo, con un'immagine molto precisa senza essere chirurgica ed una estrema risoluzione"

Intera recensione di 6moons.com - Approfondimenti sulla Genesis G7.1f

 



Genesis Reference Amplifier GR180
Recensione di UltraAudio Maggio 2009 sul finale Genesis GR180 che elegia le qualità del progetto e l'utilizzo dei moduli Hypex nella realizzazione di una Classe D sorprendente per trasparenza, dinamica, dettaglio e capacità di pilotaggio. L'amplificatore si guadagna il riconoscimento di "SELECT Component".
Ecco alcune considerazioni:

 

"Ammetto la mia frustrazione nel non aver riconosciuto il potenziale degli amplificatori in classe D, almeno fino a quando il Genesis Reference GR180 non ha fatto parte del mio sistema."

"...ad eccezione di (tre amplificazioni monoblocco dal costo da 2 a 6 volte tanto) non ho mai ascoltato un suono più naturale degli strumenti... questi sono facilmente distinguibili all'interno dell'orchestra, con una risoluzione sonora decisamente realistica... il basso si presenta pulito, forte e di impatto... le corde più gravi degli strumenti, nonchè le percussioni arrivano piene di vigore e chiarezza."

"Il livello di dettaglio è altrettanto impressionante. Capita spesso di ascoltare nuove cose all'interno di registrazioni molto note ed i diversi strumenti sono delineati nel modo migliore che io abbia mai ascoltato."

 

"Amo questo amplificatore. Mi è immediatamente piaciuto al primo ascolto. Ho desiderato stare con lui per tutto il tempo che ho potuto e so che facilmente potrei condividere con lui le mie gioie per molto tempo."

Recensione di UltraAudio su GR180 - Approfondimenti sul GR180

 



Genesis 7.1c 
Recensione molto interessante e particolarmente sentita delle piccole Genesis 7.1c da parte di Domenico Pizzamiglio su Videohifi.com di Dicembre 2008.

"... ho percepito alcune cose mai percepite prima in modo tanto chiaro (...) Da quei tweeter non esce mai un suono meno che corretto, mai un accenno di fatica (...). Non è un suono dolce, questo no; è preciso, forse radiografante ma nel miglior senso della parola, ovvero un accurato esame del segnale cosicché se questo è buono, buona sarà la riproduzione. "
"... mi rendo conto di alcune particolarità ulteriori di questi altoparlanti che manifestano una sana propensione monitor mescolata ad un aplomb di tutto rispetto. Il gruppo strumentale è restituito con qualità timbrica, prospettica e dinamica senz’altro appaganti. I due woofer caricati in sospensione pneumatica restituiscono degli archi gravi non profondissimi ma credibili. Ad un certo punto mi accorgo che l’alta risoluzione di cui sono capaci questi tweeter lascia percepire chiaramente come a volte il violino solo Erik Nielsen-Sparf si avvicini più del necessario al microfono di ripresa perché lo strumento assume una connotazione timbrica diversa e si modifica anche la resa spaziale"

"... se c’è un parametro al quale queste Genesis non sono estranee, questo è la velocità. Fulminea negli attacchi, naturale nei rilasci. Sarò stato odiato dal vicinato perché il disco è stato tutto ascoltato a volume molto alto visto che lo stress per le orecchie è ridotto al minimo, mentre il coinvolgimento emotivo è notevole."


Recensione delle G7.1c su Videohifi.com - Approfondimenti sulle G7.1c

 



Genesis Reference Amplifier GR360
 

Il sistema (con superalimentatore MDHR) è stato recensito da 6moons.com guadagnando il premio Unconditional Reference Performance.
Alcuni stralci dell’articolo di Frederice Beudot:

“Amo le voci. Per questa ragione sono – o per meglio dire ero – un fautore delle valvole. Il GR360 mi ha portato a rivedere i miei assunti e convincimenti. Dopo questa mia recensione mi chiedo per quanto tempo i progetti valvolari push-pull continueranno ad esistere. Il GR360 garantisce maggior potenza, maggior qualità e quantità in gamma bassa, maggior correttezza tonale, maggior agio nell’ascolto, miglior riproduzione dell’ambienza ed un soundstage molto più credibile rispetto al mio McIntosh MA2275...”

“…l’aggiunta del modulo MDHR trasporta questo già grande amplificatore a far parte di un ristretto gruppo di elettroniche veramente eccezionali senza considerazioni di classe, tecnologia o prezzo.
Le molte persone che guarderanno dall’alto in basso il Genersis Reference Amplifier, essendo Genesis una azienda che non ha mai prodotto amplificatori al contrario di Krell, Conrad Johnson o McIntosh, non si ingannino: non solo il GR360 con l’MDHR se la gioca con i modelli di riferimento di queste case, ma è un mio fermo convincimento che sia attualmente superiore alla maggior parte di essi ad un prezzo decisamente più abbordabile.

Recensione del GR360Ulteriori dettagli sul GR360
 



Genesis 6.1c canale centrale
Recensione del  su "The secrets of Home Theatre and High Fidelity":
vedi news corrispondente cliccando qui




Trovate altre opinioni e recensioni
sul sito del produttore.
 

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