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TIDAL
Introduzione
Nel 1999 Jörn Janczak, un intraprendente e geniale ragazzo di 24 anni con la passione per la riproduzione audio e le opere d’arte, fonda TIDAL nella città di Lipsia in Germania.
TIDAL è il titolo di un album di Fiona Apple del 1996 particolamente caro a Jörn che ispira la creazione del primo diffusore della casa tedesca: la TIDAL Piano.
L’obiettivo di TIDAL suona quantomai enfatico ma non senza validi motivi: realizzare i migliori diffusori al mondo, non i più cari e nemmeno i più famosi, semplicemente i migliori.
Vana ambizione? Folli pensieri di un mitomane?
In un mercato in cui diversi marchi lanciano i medesismi proclami e dove capita spesso che un prodotto venga valutato secondo tutt’altri parametri che non la sua vocazione audiofila, tali parole possono sembrare piuttosto ingenue.
In ogni caso ciò che guida TIDAL in tutto il suo processo realizzativo, dall’idea alla progettazione alla realizzazione di ogni minimo particolare, è costantemente questa ambizione e questa filosofia, per poter offrire un prodotto che avvicini il cliente alla musica e lo trasporti in una dimensione di puro piacere, consci che l’ascolto è sempre e comunque un momento intimo e soggettivo.
Dal 1999 ad oggi diversi clienti nel mondo apprezzano e godono l’ascolto della musica attraverso questi esclusivi capolavori. La loro soddisfazione e le referenze guadagnate sul campo hanno garanito a TIDAL una eccellente reputazione e confermato che i loro prodotti non sono niente di più e niente di meno che realizzazioni allo stato dell’arte e di livello assoluto nel panorama mondiale.
Una della caratteristiche che le ha rese famose è la bellezza delle finiture: fin dall’inizio della produzione TIDAL, primo produttore al mondo, offriva come standard sui propri diffusori la finitura nero Piano con una qualità mai vista fino ad allora. Si aggiunsero nel tempo anche le finiture in legno pregiato con laccature e lucidature realizzate da una nota casa produttrice tedesca di grandi pianoforti da concerto, che resero questi oggetti un vero e proprio status simbol.
Nel 2002 TIDAL introduce nella propria offerta due elettroniche: il preamplificatore Preos e l’amlificatore finale Impact, costruiti a mano in un fabbrica separata. Il risultato è apparso immediatamente all’altezza delle realizzazioni precedenti.
Nel 2003, anche grazie all’arrivo in società di Jürgen Meehsen che porta una grossa iniezione di capitale, TIDAL si sposta a Colonia e si ingrandisce con una nuova fabbrica per riuscire a soddisfare la domanda sempre crescente dei propri prodotti.
Nonostante gli sforzi e gli investimenti in uomini e tecnologia tutt’oggi per avere un prodotto TIDAL occorre avere pazienza proprio perchè la filosofia della casa è rimasta identica: ogni prodotto è realizzato a mano, i diffusori e le elettroniche sono frutto di meticolosità, talento e amore di persone che dedicano le proprie migliori capacità e la propria passione al proprio lavoro, perchè lo amano.
Filosofia
Da tutto il processo produttivo TIDAL ha una sola richiesta: perfezione.
Questo si traduce in una cura maniacale di ogni dettaglio, ma non per il gusto della pignoleria ma per l’amore del bello, per una innata tensione all’eccellenza.
Ogni paio di diffusori è costruito a mano con eccezionale perizia. Ogni passaggio del processo produttivo è affidato a personale altamente specializzato e motivato alla costruzione di quello che dovrà risultare un piccolo pezzo di eternità.
Nulla è sottovalutato, tutto deve raggiungere standard di perfezione e qualità senza compromessi per offrire un prodotto esclusivo per un pubblico limitato.
Una cosa può essere detta perfetta quando è ridotta alla sua stessa essenza.
Questa verità è stata, fin dalle prime realizzazioni, un cardine fondamentale della progettazione: forme semplici e finiture straordinarie per un design senza tempo.
TIDAL è forma ed efficienza: calcoli dimesionali accurati sia esterni che interni sono coerenti con una perfetta resa sonora e ad una armonia che allieta la vista.
Dalle stupende venature del mogano africano all eterna eleganza della laccatura nero piano, le forme gentilmente inclinate, le linee che fluiscono naturalmente, tutto si integra perfettamente con lo stile di vita e gli spazi di chi ha la capacità di apprezzare la bellezza di questi capolavori sottolineandone il carattere.
Le porole non possono descrivere completamente il “suono TIDAL”.
Potremmo usare frasi del tipo “risposta in frequenza perfettamente lineare”, “transienti velocissimi” e affermazioni come “neutralità”, “stupefacente scena sonora”.
Riteniamo però che basare la riuscita di un progetto su queste qualità vada contro quello che è il nostro vero obiettivo: il raggiungimento della perfezione.
La precisione da sola non raggiunge il cuore. L’informazione percepita e l’emozione si devono fondere in un delicato equilibrio ed in una perfetta unione. Un suono eccellente non è sufficiente, il vero obiettivo è la musica.
I diffusori e le elettroniche TIDAL offrono prestazioni musicali emozionanti: non introducono anomalie di fase, non sopprimono dettagli, non introducono fatica d’ascolto o colorazioni.
Di fronte alla miriade di costruttori presenti sul mercato e a tutte le rivendicazioni di supremazia, diventa difficile distiguere tra realtà e semplice millantatura.
Quello che possiamo suggerirvi è di credere a ciò che ascoltate e di decidere secondo le emozioni e le sensazioni che questo vi suscita, perchè ogni diffusore TIDAL è stato creato con questo fine: emozionarvi.
Un attento e partecipe ascolto può rivelare tutto quello che una seppur completa recensione non riuscirà mai a fare: potrà veramente toccarvi il cuore.
L’unica vera tensione è la realizzazione di un prodotto che sia una straordinaria esperienza emozionale per i vostri sensi: i vostri occhi, le vostre orecchie e le vostre mani. In tre parole: we build emotions.
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I cabinets
Uno dei requisiti fondamentali, forse il basilare, per l’eccellenza espressiva di un diffusore è il cabinet.
Ogni cabinet TIDAL è ottimizzato per essere il più inerte possibile cioè essere refrattario all’immagazzinamento energetico, nonchè capace di assorbire disturbi acustici e meccanici prodotti dai trasduttori.
Sembra complicato ma se schioccate un dito contro un cabinet TIDAL capite immediatamente cosa vogliamo dire.
I nostri costosi cabinets sono realizzati con tecnologia multi-scomparto RMD (Resonance Minimising Design). Il progetto interno è ottimizzato per ridurre la risonanza delle parti esterne in modo da avere dei cabinets estremamente “veloci”.
Il materiale utilizzato è l’HP-MDF (High Pressured Medium Density Fibreboard); le pareti hanno spessore dai 3 ai 10cm. Ne risultano caratteristiche di estrema rigidità e assenza di risonanza.
Inoltre, per eliminare interferenze dovute alla pressione sonora ed alle vibrazioni interne, nonchè ai campi magnetici delle bobine dei drivers, i crossover sono alloggiati in scomparti separati.
I drivers
I tweeters utilizzati sono i top di gamma SCAN SPEAK (Revelator 97000 modificato) e Thiel & Partner in ceramica o diamante (D-30 il tweeter più costoso e performante al mondo).
I woofers sono commissionati a SEAS (modelli EXCEL in magnesio) e Thiel & Partner (ceramic and black ceramic). Sono appositamente realizati per Tidal che ne fornisce i diagnammi di risposta in frequenza ottimalii per ogni modello di diffusore per ottenere tra le altre cose eccellente fedeltà all’impulso, dinamica, risoluzione, bassa tolleranza e affidabilità nel tempo.
Il crossover
Naturamente la filosofia di costruzione dei crossovers è le medesima utilizzata in tutto il percorso produttivo: nessun compromesso, il meglio senza nessuna considerazione sui costi.
Condensatori in lamina d’argento e SUPREMECAP™ MKP per utilizzo in regime di alti impulsi di corrente, induttori air-core e in lamina d’argento, resistenze in film metallico, scelti esclusivamente in base alle loro caratteistiche audio tra i più performanti ed i più affidabili sul mercato e lavorati a mano per realizzare un dispositivo che abbia una risposta eccellente in termini di accuratezza della curva di risposta desiderata e di assorbimento.
I crossover do ogni modello sono alloggiati in comparti separati all’interno del cabinet per isolarli meccanicamente e magneticamente dal resto della struttura.
Per dare un’idea della qualità costruttiva si pensi che il solo induttore che regola la gamma del basso profondo in una Tidal Piano pesa 8,5Kg e che l’intero sistema crossover di una Sunray costa di più di una coppia di Amea.
La morsettiera
Piuttosto che utilizzare le connessioni tradizionali e ben conosciute presenti sul mercato, Tidal ha voluto progettare e realizzare massicce morsettiere composte da un totale di 34 componenti rivestiti interamente di alluminio, dalle funzionalita e dall’efficienza non paragonabili ai marchi in commercio.
Il sistema di serraggio, realizzato in una lega Rame-Zinco e placcato Oro con resistenza interna e risonanza minimali, è in grado di mantenere ben saldi anche cavi con spessori molto elevati fornendo una larga superficie di contatto: questo garantisce il più alto fattore di dumping possibile tra amplificatore e diffusori.
Le finiture
La finitura nero piano laccato che, a nostro parere esercita un fascino intramontabile, risulta essere tra le più raffinate sia dal punto di vista estetico che tecnico.
Consiste nell’applicazione di 10 strati di laccatura ognuno dei quali viene lucidato a mano prima dell’applicazione del successivo.
Questo dona all’intero cabinet una rigidità ancora superiore nonchè la certezza che lo splendore dell’oggetto rimanga intatto per decenni.
E’ senza dubbio la più alta espressione di eleganza e di qualità realizzativa che si possa trovare applicata ad un diffusore audio, paragonabile all’alta manifattura riscontrabile nella realizzazione di pianoforti da concerto delle migliori marche.
In alternativa al nero piano Tidal offre una selezione di venature di legno pregiato opportunamente scelte per la loro unicità e qualità.
La finitura viene ricoperta con ben 16 strati di vernice singolarmente lucidati prima dell’applicazione del successivo.
Lo strato di vernice che ne risulta al termine del processo ha uno spessore di 2,5mm.
Per garantire una perfetta aderenza ed una affidabilità ottimale il legno è affrancato al cabinet con una resina ammidica alla melamina (il più costoso e più performante reagente in commercio).
Il processo realizzativo ed il risultato estetico sono i medesimi che ritrovate su pianoforti da concerto da 100.000€ creati proprio dalla nota casa di produzione che offre a Tidal questo servizio.
Per l’appunto il risultato lascia senza fiato: le venature del legno prendono vita, splendore e tridimensionalità, acqistando effetti cangianti a seconda dell’angolo di visuale.
La produzione
L’esperienza delle persone, la tecnologia utilizzata e non ultimo una gran dose di passione e divertimento nel lavoro, permettono di realizzare questi capolavori.
La fabbrica si estende su una superficie totale di 400mq, ben strutturati e organizzati.
Strumenti informatici di progettazione aiutano i nostri specialisti nelle simulazioni.
Il controllo della qualità avviene attraverso strumenti di misurazione (microfoni e strumentazione Brüel & Kjaer) e software di analisi (analizzatori di spettro, MLSSA e CLIO) assolutamente all’avanguardia e sessioni di test molto rigorose.
Per questi test d’ascolto si utilizza una camera acusticamente trattata ed opportunamente ingegnerizzata con strumentazioni per il monitoraggio delle risonanze al variare delle frequenze e la simulazione di differenti ambienti domestici.
Grande e doveroso spazio viene lasciato all’ascolto libero, alla naturale percezione del messaggio musicale, ultimo giudice della bontà del prodotto.
L’alta manifattura del processo produttivo si ritrova in ogni passaggio:
- una volta realizzati, i crossover sono esaminati con strumentazioni che ne misurano i valori di deviazione dal riferimento teorico ideale. Le tolleranza è del 2%.
- Le finiture di laccatura sono riconosciute tra le migliori al mondo: per la loro realizzazione sono necessarie esperienza e tempo che trasformano una appannato strato di poliestere in uno specchio nero,in una magnifica superficie rflettente di un nero profondo e privo di imperfezioni, così come sono in grado di donare splendore alle stupende venature del legno pregiato delle differenti finiture.
- I drivers, posizionati manualmente nei rispettivi cabinets con una cura impossibile per nessuna macchina, sono sottoposti ad una procedura di rodaggio fino al raggiungimento dei propri stabili parametri di riferimento.
Gli involucri per il trasporto sono realizzati in legno ed esternamente rinforzati con supporti in metallo. Maniglie e rotelle agevolano gli spostamenti. Manuale con copertina in pelle e siglato dai resposabili della realizzazione, panno in microfibra per la pulizia dei diffusori e cofanetto contenente punte cromate (alluminio con sfere d’acciaio temprato) e sottopunte (in “Nero Assoluto”) completano la dotazione dei diffusori.
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Videohifi.com recensisce le Tidal Amea nel numero 32 di Giugno 2009.
Domenico Pizzamiglio ci introduce nel mondo affascinante di questi diffusori. Ecco alcune sue considerazioni:
Se seguissi il solito schema delle mie recensioni, finirei con ripetere termini quali “naturale”, “conseguente”, “equilibrato”, “dinamico” ecc. Quel che appare evidente sin dal primo momento è che non ci si trova davanti ad un semplice diffusore di alto livello, anche costoso, ma soprattutto davanti a qualcosa che, messo in casa, obbliga a rivedere alcune posizioni.
Prima di tutto io avevo sempre sentito il suono degli altoparlanti ceramici come “leggero”, a volte impalpabile (...) con queste Amea di leggero ed etereo non c’è nulla. La pressoché totale mancanza di evidenti colorazioni (questa la sensazione che colpisce immediatamente), la notevole capacità dinamica sia macro che ancor più micro, la capacità, attraverso una ricostruzione dinamica attenta, di poter anche riproporre una immagine molto valida, sono caratteristiche evidenti.
Le Amea suonano con facilità, con una dinamica conseguente, senza apparenti sforzi. Veramente bella la voce umana, con una sensazione di corpo inaspettata da un sistema di dimensioni tutto sommato ridotte.
Le 6 Introduttioni Teatrali di Locatelli, su Fonè. La registrazione non è stata effettuata in un normale teatro, ma nel foyer di quel teatro, luogo ovviamente riverberante. I riverberi sono tutti percepibili, la sensazione di spazio è notevole, la qualità del timbro degli archi è alta ed anche nella gamma bassa vengono delineati dei violoncelli di grande qualità, con la leggera coda che quell’ambiente ingenera. I violini, anche se certo non suonano “chiusi”, non giungono mai alla fatica d’ascolto e la voglia di alzare il volume cresce sino a che le Amea avvertono con piccole compressioni e indurimenti che siamo arrivati verso il limite delle loro possibilità (molto alto, invero e difficilmente sopportabile per il vicinato).
Per valutare la profondità della scena ho utilizzato una registrazione effettuata dal vivo alla Fenice di Venezia, con due soli microfoni, nella quale è compreso, tra gli altri brani, il terzo movimento della Patetica di Tchaikoski: gli strumenti sono ben dislocati nei vari piani sonori, senza eccessi di sorta e con una sensazione di “giusto”, “corretto”; belli i fiati, di rara naturalezza nella registrazione e ben restituiti dalle Amea.
Non mi era quasi mai capitato di ascoltare da un mini/midi diffusore una così rara capacità di non creare nessuna benché minima forma di confusione, di compressione (...) il timbro degli strumenti pare realmente dipendere dalla qualità della registrazione e varia in modo molto evidente al variare del disco (...) è sicuro che in presenza di una registrazione valida, si continuerà ad aumentare il volume, mai sazi di un suono definito, mai neppure minimamente eufonico che porta a farsi circondare di musica, almeno sino a che non sopraggiungono i limiti di sopportazione – piuttosto elevati, invero - del mid-woofer.
Questo temo sarà lo scotto che pagheranno gli ascolti affrettati delle Amea.
Appariranno dei diffusori affascinanti, manco tanto grandi e con una risposta in frequenza che vira verso l’alto.
In realtà no (...) un ascolto prolungato in ambiente è necessario per capire cosa in realtà sappiano offrire.
Credo che chiunque cerchi un diffusore di queste dimensioni ed abbia un budget sufficiente (oltre ad un impianto acconcio; con quste Tidal non si può scherzare), possa senz’altro mettere in lista l’ascolto di queste Amea.
Se si è alla ricerca di un mini “top”, direi che la rosa dei papabili è da considerarsi ulteriormente accresciuta con l’aggiunta di queste Amea.
E’ molto probabile che, una volta che le Amea saranno giunte in casa, vi venga voglia di ripassarvi l’intera discoteca per vedere … “l’effetto che fa”.
L'intera recensione sul n.32 di Videohifi.com.
Stereo Times recensisce le Tidal Contriva nel numero di Febbraio 2009.
Michael Write, recensore veterano, resta realmente colpito da come si esprimono questi diffusori. In queste sue impressioni si deduce la difficoltà di razionalizzare delle sensazioni nuove e profondamente sentite:
"Potrei cercare di descrivervi l'aspetto delle Contriva, ma sarebbe un esercizio inutile. Molti aggettivi che userei sarebbero già stati usati e suonerebbero ripetitivi, una sorta di cliché. Posso dirvi in confidenza che non ho mai incotrato un diffusore meglio costruito prima dell'ingresso delle Contriva nella mia sala d'ascolto".
"Come tutti sanno la qualità costruttiva e la bellezza non sempre si accompagnano a delle performance dello stesso livello... Sono felice di dirvi che nel caso delle Contriva la somma delle due cose è ampiamente sorpassata dall'abilità dei diffusori di riprodurre musica. Ho avuto un po' di difficoltà a scrivere questo articolo perchè le Contriva mi hanno obbligato a riconsiderare come ascoltare musica e cosa mi devo ragionevolmente aspettare da dei diffusori"
"Frasi come "ariosità in gamma alta", "presenza delle medie" e performance in gamma bassa", suonano mondane rapportate a ciò che realmente succede. La tonalità strumentale ed il timbro mi arrivano realmente convincenti come mi aspetterei di ascoltare quando sono al Chicago’s Jazz Showcase o nella hall della Chicago Symphony Orchestra."
L'intera recensione su: www.stereotimes.com/speak020209.shtml
John Potis di 6moons ha recensito le TIDAL Piano e le ha scelte come migliori diffusori del 2006: www.6moons.com/audioreviews/tidal/piano.html
Michael Wright di Stereo Times ha recensito le elettroniche TIDAL Preos e TIDAL Impact: www.stereotimes.com/amp062606.shtml
Altri commenti e recensioni li trovate nella sezione "news" o nella sezione "references"del sito: www.tidal-audio.com
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