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VAC

Introduzione
Nel 1990 dopo alcuni anni dedicati alla Ricerca e Sviluppo in ambito accademico, Kevin Hayes fonda VAC a Sarasota in Florida USA. Contributo fondamentale a questa impresa viene dal padre di Kevin, il signor Channing Hayes, ingegnere aerospaziale che nel 1955 progettò il primo sistema di tracciamento del missile aria-aria AIM-7 Sparrow usando un circuito a valvole.
Lo spirito che anima Kevin e lo ispira nei suoi progetti è il desiderio di sperimentare in un ambiente domestico una riproduzione musicale più vivida e realistica, che affascini per la sua credibilità e naturalezza.

Un chiaro riconoscimento alle capacità di VAC venne nel 1995 quando Marantz gli affidò la progettazione e la realizzazione della replica dei famosissimi Marantz Classic Model 7, 8B e 9. Le vendite di questi apparecchi dall’intensa lavorazione manuale superarono le 5600 unità. Il VAC Marantz Model 9 fu il finale hi-end più venduto in Giappone nel 1997. In seguito a VAC fu affidato l’intero progetto del nuovo Marantz Model 66.

Da allora continui progressi hanno permesso di lanciare prodotti assolutamente straordinari e all’avanguardia nell’applicazione della tecnologia valvolare (vero e proprio credo) in ambito audio.
Ad esempio il finale di potenza Renaissance 70/70 ed il PA100/100 (pluripremiati) che hanno messo le basi per sviluppare i finali attuali Phi300.1 e Phi200.
Oppure lo Standard Preamplifier le cui qualità ritroviamo sviluppate sull’attuale Renaissance MK III.

Le parole più belle oltre che dai propri clienti VAC le riceve spesso da persone che lavorano con successo nella realizzazione di strumenti per la riproduzione audio:
“Utilizzare a monte della catena audio strumenti che rivelino tutto ciò che è possibile relativamente a risoluzione, tonalità, dinamica e scena sonora è assolutamente critico per un costruttore perfezionista di diffusori hi-end. Per questo abbiamo valutato una gran quantità di apparecchi tra i migliori sul mercato. Amplificatori e preamplificatori VAC ne sono usciti quali riferimento del più alto ordine e, non a caso, anche straordianriamente coinvolgenti da ascoltare.” - Alon Wolf, fondatore di Magico Loudspeakers

I prodotti VAC hanno ricevuto critiche unanimemente favorevoli anche dalle più importanti riviste di settore (Sound and Vision, Hi Fi News & Record Review, Maxim, Audio, Fi, Home Theater Technology, Stereophile, The Absolute Sound, Stereo Sound, Positive Feedback, The Audio Adventure, Ultimate Audio, Bound For Sound).
Perfino Business Week ha parlato dei prodotti VAC e il Scientific American riporta il pensiero di Kevin Heyes sulla realizzazione di componenti a valvole allo stato dell’arte. Kevin Heyes appare anche sulla CNN e su WRAL-TV.

Filosofia
La soddisfazione nella fruizione della Musica è l’obiettivo primario di VAC. 
Ogni prodotto prima di uscire dalla fabbrica è sottoposto ad attente sessioni di ascolto da parte dello stesso progettista Kevin Hayes e deve rispettare gli elevati standard qualitativi richiesti.
Non sono operatori del suo staff ad ascoltare i prodotti, ma Kevin Hayes stesso, uno dei più talentuosi e geniali costruttori di elettroniche valvolari al mondo e questo è la garanzia che chiede un audiofilo che ricerca il meglio da ciò che acquista.

La valvola triodo è lo strumento di amplificazione più lineare che sia stato concepito. 
Un amplificatore valvolare ben progettato riproduce molto meglio la vitalità della performance originale. In parole povere le valvole riportano alla vita la Musica.
VAC utilizza esclusivamente tecnologia valvolare. E’ piuttosto datata? Certo, così com’è datato un violino di Stradivari. 
Non c’è cosa che possa sostituire “il meglio”. 
Questo spiega il perchè molti tra i chitarristi più famosi utilizzano amplificazioni a valvole per i loro strumenti e perchè microfoni e processori valvolari sono molto apprezzati dai migliori studi di registrazione e perchè ogni satellite Intelsat lanciato in orbita incorpora ancora circuiti valvolari.

VAC è un prodotto progettato e costruito interamente in USA ma sui propri amplificatori di potenza utilizza valvole (KT88SC e 6SN7) di produzione cinese (Shuguang). Queste straordinarie valvole (dal costo tra l'altro non indifferente) si comportano meglio di valvole NOS. Kevin Hayes sottolinea che queste valvole brillano sia per la superiore qualità del suono che per la loro longevità.
In effetti è vivamente consigliato l'utilizzo di queste valvola e l'acquisto dei ricambi da VAC stessa che ne seleziona coppie o quartetti con valori tra loro coerenti.

I prodotti VAC sono realizzati per durare molto a lungo. Si pensi che il primo intervento che andrebbe effettuato sull'amplificatore di potenza Phi200 sarebbe il rimpiazzo dei condensatori di alimentazione, intervento pianificato dopo 40 anni dall'acquisto!

La versatilità di utilizzo dei prodotti è un altro cardine della filosofia VAC. Gli amplificatori di potenza, ad esempio, sono realizzati per pilotare i diffusori i più differenti. Si pensi che prima di essere rilasciati in produzione devono essere in grado di pilotare in modo soddisfacente 11 diversi tipi di diffusori: 5 coppie di dinamici, 3 coppie di full-range elettrostatici, una coppia di elettrostatici ibridi, e due coppie di diffusori a tromba.

"If it measures good and sounds bad, it is bad; if it measures bad and sounds good, you have measured the wrong thing." - Daniel Von Recklinghausen, former engineer H.H. Scott. Se gli strumenti di misura riportano cattivi valori e l'elettronica suona bene, probabilmente avete misurato grandezze sbagliate. Tutte le realizzazioni VAC suonano in modo superbo e hanno numeri ragionevolmente buoni al banco di prova.

Regalatevi un ascolto di questi strumenti e potrete apprezzare VAC come uno dei più grandi costruttori al mondo di apparecchi per l’audio entertainment.
 



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The VAC iQ Intelligent Continuous Automatic Bias System
E' un sistema brevettato da VAC, risultato da anni di studi e affinamenti e permette a ciacuna valvola di potenza di lavorare in ogni istante nel punto ottimale di bias (corrente di quiescenza) a prescindere dalla potenza richiesta dai diffusori.

Questa tecnologia:
- garantisce il miglior suono possibile, 
- riduce distorsione e rumore,
- prolunga la vita della valvola,
- protegge i circuiti in caso di rotture,
- indica il fine vita di ogni valvola.

Per ulteriori informazioni:
http://vac-amps.com/vacBlog/2013/01/01/the-vac-iq-intelligent-continuous-automatic-bias-system/


Why Negative Feedback (and high damping factor/low output impedance) may be a cure that's worse than the disease
To obtain a damping factor greater than (or output impedance less than) a modest value, negative feedback must be employed. Negative voltage feedback works by taking a portion of the amplifier's output, and injecting it back into the amplifier's input such that it reduces the amplifier's effective gain. The feedback signal contains both the desired output and any error the amplifier has made; thus, the feedback tends to reduce the gain and the error in equal amounts. From the 1940's to today, many designers stive to put as much feedback into their designs as possible.

Traditional theory gives feedback high marks, but this analysis changes when we consider that the "error" signal is fed back into a non-linear amplifier that makes mistakes (otherwise there is no need for any error correction). Due to this, feedback may lower the overall level of distortion products, but it also multiplies the order of the distortion products. For example, if an amplifier naturally produces second harmonic, feedback will create a second harmonic of that second harmonic, which is the fourth harmonic. If the basic amplifier has second and third harmonic distortion products, the fed-back amplifier will contain second, fourth, sixth, and ninth. As is well known, the higher orders of distortion are more objectionable to the ear than lower orders, and odd orders more offensive than even orders. Thus it is possible to lower the level of distortion products and yet make the distortion more audible and offensive to your ear.

The application of negative voltage feedback also reduces an amplifier's measured output resistance, i.e., it raises the "damping factor." Here again, the measurement fails to capture the essence of things. In the case of a feedback amplifier, better control of speaker motion is said to occur because the speaker's excess motion creates a voltage (the back e.m.f.) which enters the feedback loop via the amp's output terminals. The amplifier then acts in a manner opposite the error signal to correct for it. However, like many theories, this is an oversimplification and, in practice, the opposite result may be obtained. There are several reasons:

1) The motion of a speaker's voice coil former may not match the acoustical output due to cone break-up modes and room acoustics.

2) The motion of the coil former is being sensed by the voice coil. The coil is designed to be a good driver, but is a lousy sensor, primarily due to its high inductance, which will create phase anomalies in the back e.m.f.

3) The back e.m.f. may pass through a cross-over network, which will again alter phase and frequency relations.

4) A differing back e.m.f. from another driver may be summed in via the crossover, making a composite signal that does not match either individual driver.

5) The speaker leads may cause additional phase shifts.

By the time the error signal reaches the power amplifier, it is arguably an erroneous error signal. As the power amplifier attempts to correct for this signal, it may actually do the exact wrong thing with respect to the speaker's acoustic output. Subjectively, I have noted that high feedback amplifiers tend to give the bass a "one note boom" on certain speakers, and tend to create an electronic glaze in the midrange, possibly attributable to this process.

Another interesting thing is that the damping factor number cited in spec sheets lacks a context. In an actual system, the damping imposed upon a speaker is dependent upon the resistance of the complete connection loop, which includes not only the source impedance of the amplifier, but also the speaker cable and the voice coil of the speaker itself (and, of course, crossover elements where a passive crossover is used). The old Audio Cyclopedia (2nd ed.) on page 1120 goes through an example of this (which the author terms 'true damping factor') for a simple, single 8 ohm loudspeaker driver. To summarize: 

Amp's published damping factor "True" damping factor
8 --> 1.14
16 --> 1.23
32 --> 1.28
infinite --> 1.33 

Interesting, isn't it? No matter what one does, the true damping factor of the system never exceeds 1.33. There simply is no point in pursuing an astronomically high number for the spec sheet, and doing so will cause one to add complexities that will reduce the overall sound quality.

With regard to damping, we believe the best approach is to design the amplifier to have as low an output resistance as possible in a static sense and use little or no feedback.

As we often say, in a battle between theory and the real world, the real world always wins. 

Some Thoughts on Amplifier Design (including why VAC does not make single-ended power amplifiers)
Some audiophiles, drawing on single-ended experience, will assume that a triode amplifier produces vast amounts of second harmonic distortion. Interestingly, the triode vacuum tube in and of itself is the most linear amplifying device yet devised. It produces the least distortion, and that distortion is predominately second harmonic, which is relative musical in sound. By contrast, pentodes produce greater distortion, and the third harmonic tends to dominate. A transistor generally looks like a very bad pentode.

To state the obvious, a single-ended circuit must be Class A1 or A2. A push-pull amplifier may be Class A1, A2, AB1, AB2, B1, or B2. Class A indicates that each output tube handles the full cycle of the audio signal, while AB and B allow some of the devices to cut-off during a portion of the cycle. Subscript "1" indicates that no grid current is drawn by the output tube, while subscript "2" indicates that the output stage enters the grid current region of operation. In the grid current region, the impedance presented to the driver stage is abruptly lower, and drive power is required, not just drive voltage. The grid current region tends to be rather non-linear, and most designers will avoid it. Single-ended and push-pull circuits may be built with triodes, beam power tubes, pentodes, or the latter two in ultra-linear ("partial triode") mode.

In a Class A push-pull circuit, there is a natural cancellation of even-order harmonic distortion products. The cancellation is not complete, of course, but it would be unusual to see large amounts of second harmonic distortion from a push-pull circuit (Radiotron Designer's Handbook, 4th ed., 1954, page 571).

Applying this to the Renaissance Series, the circuit is strictly Class A1, and is push-pull with the exception of the very first 6SN7 triode, which operates under conservative conditions and is thus relatively free from distortion (Moir, High Quality Sound Reproduction, page 264). This single phase splitter triode is interesting, in that the very same electron current flow creates the antiphase push and pull signals, which, given equal impedances within the amp (they are), match exactly. As such, the signal is not being Cuisinart-ed as with most phase invertors, an objection voiced by many single-end advocates.

Note that a push-pull circuit has no significant ability to cancel odd-order distortion products. If low distortion performance is required, one must avoid the generation of odd-order harmonics in the first place. A good triode tube meets this requirement.

Three difficulties are encountered in the design of a single-ended tube power circuit. Firstly, there is no mechanism to naturally cancel even-order harmonic distortions. Secondly, significant new distortions may arise in the output transformer. Thirdly, available power output is greatly limited in a single-ended design, such that it will be spending more of its time in overload for a given volume level.

For background, recall the old children's science project in which a length of wire is coiled around a nail and then connected to a battery. The DC current from the battery flows through the coil to create an electro-magnet. The primary winding in a single-ended output transformer is similar to this, and also creates an electro-magnet. The full DC current for the output tube(s) flows through the transformer primary and strongly magnetizes the core of the transformer. Thus, much of the core's ability to couple the audio signal is used up by the non-audio DC current, and causes the core to saturate asymmetrically with audio signals (Radiotron, page 247). Even below saturation, this DC bias increases distortion, especially at low frequencies (Moir, page 283; Radiotron, page 217). Adding parallel output tubes for more power directly increases the DC magnetization current, thus exacerbates the distortion problem, and requires that more primary inductance be designed into the output transformer.

To deal with this, a less saturable core alloy is often used, but this causes poorer coupling of the audio signal (Radiotron page 207). Alternately, a large "air gap" may be introduced into the transformer geometry, which again causes aberrations in coupling. In most cases, a greater amount of core material is used, which may in turn increase some low level (B-H) non-linearities. The final result is either a higher degree of distortion (all harmonics with the second dominating, increasing with decreasing frequency), a measurably peaked frequency response, or both.

Radiotron summarizes, "...fairly high distortion has the effect of apparently accentuating the bass...It should be emphasized that this is not the same as true bass, and does not constitute fidelity" (Radiotron, page 616) and notes that this trick was used "In small [radio] receivers, in which the loudspeaker is sometimes incapable of reproducing the bass" (Radiotron, page 676).

Since the distortion in the single-ended transformer is asymmetrical, a system based around this type of amplifier might be more sensitive to absolute polarity.

In a fairly complete summary of single ended output transformers, Duncan Kelly concludes, "Direct current is thoroughly undesirable in audio transformers" (Transformer Distortion, Audio, March 1959, page 44).

These problems do not arise in a push-pull amplifier, in which the primary halves are oriented in opposing DC directions (Moir, pages 282-284; Radiotron page 207). The DC magnetization force is thus canceled and is not an issue unless the push and pull output tubes are adjusted to draw different currents. Any imbalance in DC idle current will lead to greater distortion at low frequencies, just as in a single-ended design (Audio Cyclopedia, 2nd Ed., 1969, pages 1449-1450). The Renaissance Series maintain a high degree of DC balance due to the self-correcting nature of 300Bs under individual cathode bias.

Please note that the distinction between push-pull and single-ended Class A triode designs does not stem from the tube itself, but from the natural distortion cancellation in push-pull and from the transformer problems in single-ended. Since a single-ended transistor amplifier may omit the output transformer, it may display yet another set of characteristics.

How the ear deals with the characteristics of a single-ended tube power amplifier is quite interesting. The human ear is a non-linear encoder of information, and excess second harmonic blends in to form the impression of an additional sub-harmonic. This technique was deliberately employed in small radios in the 1940's to create a richer sound, then referred to as "synthetic bass" (Radiotron pages 616, 676). The Radiotron Designer's Handbook notes, "It should be emphasized that this is not the same as true bass, and does not constitute fidelity."

The frequency response errors of some single-ended tube amplifiers tends to create a high frequency boost and a low frequency cut, in one case approximately +/- 3 dB (Stereophile, Jan. 1994, page 108). The subjective effect of the low frequency loss might perhaps be partially offset by the second harmonic distortion.

Earlier I noted that the triode could be the most linear of amplifying devices. I left this small hedge because it is possible to build a rather flawed triode as well. The 300B is a highly linear tube. In fact, the high voltage supplies in the Renaissance Seventy/Seventy do not vary by one volt over the range from idle to clipping, indicating an absence of rectification effect (distortion). The type 845 is also a very linear tube, although requiring higher drive voltages, which can result in more overall distortion. The 211 is a bit more problematic; it requires a large drive voltage and drive power to deliver full output. In such operation (Class A2) the tube is said to "draw grid current." Entering the grid current region may cause a sort of crossover behavior as the driver stage is abruptly called to provide significant power into a suddenly lower impedance load (Moir, page 281; Ravenswood, Fixed Bias, Audio, Feb. 1958, page 48). Amplifiers running subscript 2 operation often may be identified by the use of a power tube (2A3, 300B, etc.) in the driver position. The 211 and 845 also require very high plate voltages ( 800-1200 VDC 800-1200 VDC ), about twice that of the 300B, and desire a higher load impedance, both of which complicate output transformer design.

It has been asserted by some contemporary designers that one can not hear second harmonic distortion of 10% to 20%, such as may be produced by some single-ended tube amps. However, I find no corroboration of this, and in the Renaissance Seventy/Seventy hold the sum of all harmonic distortion, including the second, to approximately 2% at clipping without negative feedback.

It is also worth noting that multi-grid tubes, such as the KT88, connected as triodes often do not exhibit linearity comparable to the 300B, 845, or 211 tube types, although this connection may have some advantages over traditional pentode/beam power operation.

In any event, I do not think that THD as such is actually what we hear. I believe that it shadows something that we do hear in the context of analogue tube equipment. As a case in point, there was a 1987 Journal of the Audio Engineering Society (JAES) publication of a study by Dolby Labs' Louis Fiedler, in which, if memory serves, .005% THD in a digital system was clearly audible to all listeners. Several times this amount would not be detectable in a similar tube analogue set up. Some other measurement likely will be found significant in the context of the a/d/a cycle, and will probably be meaningless when applied to tube amplifiers. At the end of the day, the human auditory system is a marvelously arcane recognizer of patterns, and we are not able to mimic it with our test instruments.

Feedback is another interesting topic. Traditional theory gives feedback high marks, but this analysis changes when we consider that the "error" signal is fed back into a non-linear amplifier. Due to this, feedback may lower the overall level of distortion, but it also multiplies its order. For example, if an amplifier naturally produces second harmonic, feedback will create a second harmonic of that second harmonic, which is the fourth harmonic. If the basic amplifier has second and third, the fed-back amplifier will contain second, fourth, sixth, and ninth. As is well known, the higher orders of distortion are more objectionable to the ear than lower orders, and odd orders more offensive than even orders. Thus it may be possible to lower the level of distortion products and still have the distortion be more audible.

The application of negative voltage feedback also reduces an amplifier's measured output resistance, i.e., it raises the "damping factor." Here again, the measurement fails to capture the essence of things. In the case of a feedback amplifier, better control of speaker motion is said to occur because the speaker's excess motion creates a voltage (the back e.m.f.) which enters the feedback loop via the amp's output terminals. The amplifier then acts in a manner opposite the error signal to correct for it. However, like many theories, this is an oversimplification and, in practice, the opposite result may be obtained. There are several reasons:

1) The motion of a speaker's voice coil former may not match the acoustical output due to cone break-up modes and room acoustics.
2) The motion of the coil former is being sensed by the voice coil. The coil is designed to be a good driver, but is a lousy sensor, primarily due to its high inductance, which will create phase anomalies in the back e.m.f.
3) The back e.m.f. may pass through a cross-over network, which will again alter phase and frequency relations.
4) A differing back e.m.f. from another driver may be summed in via the crossover, making a composite signal that does not match either individual driver.
5) The speaker leads may cause additional phase shifts.

By the time the error signal reaches the power amplifier it is arguably an erroneous error signal. As the power amplifier attempts to correct for this signal, it may actually do the exact wrong thing with respect to the speaker's acoustic output. Subjectively, I have noted that high feedback amplifiers tend to give the bass a one note boom on certain speakers, and tend to create an electronic glaze in the midrange, possibly attributable to this process.

With regard to damping, I suspect the best approach is to design the amplifier to have as low an output resistance as possible in a static sense and use little or no feedback. As it happens, the minimum natural output impedance is obtained from a low mu triode amplifier (Williamson & Walker, Amplifiers and Superlatives, JAES, April 1954, page 79).

None of the foregoing is an endorsement or condemnation of any particular amplifier design. The engineering information seems against single-ended tube amplifiers; to be fair, however, perhaps the added distortion offsets something else in the recording chain, at least under some conditions. Then again, perhaps something we do not yet know how to measure something that is better with single-ended designs. The critical ear will help provide the answer: if, for example, part of the sonic character of a single-ended design is attributable to excess 2nd harmonic distortion, then that amplifier will probably sound somewhat full, mushy, or thick, even on instruments that should be clean and fast. This is the characteristic I perceive in such amplifiers.

Nothing made by the hand of man is perfect. It seems to me that the audio designer's task is to push the frontier of compromise as far away as possible, and then to balance the imperfections in a fashion that serves musical truth.

As we often say, in a battle between theory and the real world, the real world always wins. Or, as Daniel von Recklinghausen once said, "If it measures good and sounds bad, it is bad. If it measures bad and sounds good, you've measured the wrong thing."

VAC - Tubes, Transistors, and Science
The transistor has been around for 50 years now (as of 1997), and solid state technology must be considered mature. Further developments are likely to be evolutionary in nature, such as size reduction, rather than revolutionary. This is just the nature of innovation, a point of diminishing returns for a given technology. Radically new ideas for solid state amplifier circuits are unlikely.

The triode vacuum tube has been around for 90 years and the beam power tube for 61 years. So, vacuum tube technology and circuit design is also quite mature. Further major developments are unlikely. In fact, the improvement of modern vacuum tube amplifier performance over units from the 1950's is due primarily to changes in other components, such as capacitors and resistors, and attention to detail.

So, today when we compare a solid state audio amplifier with one using vacuum tubes we are observing a showdown between two very mature technologies. All of the improvements in auxiliary parts are available in both types of amplifiers. And, lo and behold, the vacuum tube still produces superior sonic performance.

 

What accounts for the tube's ability to survive and dominate the modern high end audio world? Many would say that it is because the tube produces a pleasant distortion. However this is just not the case. A well designed tube amplifier can produce vanishingly low levels of measured distortion (.01% and less is easily obtainable in preamplifiers) and extremely wide frequency response. The small amount of distortion produced in a tube circuit is mostly second harmonic, which is the type most easily disregarded by the ear.

For those who feel that the transistor represents better objective science, consider this. Both the tube and the transistor have parameters known as stray capacitance. That is, just by physically existing there is unwanted capacitive coupling between various elements of the devices (ex: plate to grid, collector to base). These can not be avoided. In essence there are several small capacitors contained in each tube or transistor.

In the vacuum tube the dielectric for the stray capacitances is nothing, a vacuum. This is the finest dielectric known, having far and away the lowest losses and least dielectric absorption (the way in which capacitors color the sound by reradiating stored energy).

In the transistor the dielectric is silicon, germanium, etc. In other words, using each transistor is essentially as bad as sprinkling a few ceramic capacitors in the circuit. Given a choice, no audiophile would allow even polyester caps in the audio signal path, let alone ceramics. Add to this the fact that transistor design typically uses 200% to 500% more active devices than tube circuits do and it becomes readily apparent why transistor amplifiers display strange subjective characteristics, particularly at mid and high frequencies.

There are many other technical ways in which the tube is scientifically superior to the transistor. They are sonically superior as well.

Isn't it time you listened to tubes? 



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Amplificatore finale Phi200
"L’ho portato dentro e fuori dal sistema un numero sufficiente di volte da accorgermi della devastazione che deriva dalla sua estromissione.
E’ diventato una sorta di “componente àncora” che mi ha convinto essere la scelta migliore a prescindere del resto della catena. Inevitabilmente lo devo reinserire per ripristinare la vitalità di cui necessito." Doug Schroeder - Dagogo - Dicembre 2010

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Preamplificatore Renaissance MKIII
FdS Award 2010 e UltraAudio SELECT component 2010
Fedeltà del Suono e UltraAudio (rivista USA) hanno premiato il preamplificatore VAC Renaissance MKIII rispettivamente con l'FDS Award 2010 e con il SELECT component 2010.
I due riconoscimenti arrivano a seguito delle prove effettuate dalle riviste rispettivamente nei mesi di Agosto e Settembre 2010 e vengono assegnati agli oggetti che per ogni categoria hanno primeggiato nell'anno in corso.

"Questo Renaissance MKIII è una della macchine da musica bella e interessante, costruita per lunghissimi e appassionati ascolti, senza fatica d'ascolto. Metti un disco che credevi di conoscere bene e che ami profondamente e lasciati trasportare pure dalla Musica: ecco, questo è quello che ti consente di fare il VAC Renaissance MKIII". Valerio Maria Bonavia - Fedeltà del Suono - Agosto 2010

"Negli ultimi anni ho provato un discreto nemero di preamplificatori, alcuni per lavoro, altri no. Alcuni potevano essere criticati perché troppo incisivi, altri troppo garbati, altri ancora limitati nelle funzionalità o ancora non compatibili con una vasta gamma di finali. (...) Ma di tutti questi apparecchi il VAC Renaissance MKIII vanta la combinazione più impressionante di suono serio, costruzione di eccellenza, aspetto accattivante, compatibilità con amplificatori finali e flessibilità di ogni altro modello che ho avuto nel mio sistema." Garrett Hongo - UltraAudio - Settembre 2010

Recensione di FdS  -  Recensione di UltraAudio  -  VAC Renaissance MKIII




Amplificatore finale Phi300.1 su Audioreview Settembre 2010
"Il fatto è che, da quando ho collegato queste macchine, appena parte la musica, la mia attenzione viene catturata con prepotenza da particolari che i VAC mi sbattono in faccia con aria strafottente. Sembra che i due piccoli bastardi siano venuti al mondo per prendere in giro quelli come me che li apprezzano e non se li possono permettere." Angelo Jasparro - Audioreview Settembre 2010
Al link di seguito altri spunti interessanti di una recensione intensa e molto sentita.

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Preamplificatore Signature MKII su Audioreview Settembre 2010
"Guardo sgomento le mie JBL che, sorridendo, sembrano dirmi: “all'alba del nostro trentesimo compleanno, finalmente qualcuno usa un'amplificazione degna del nostro rango”. Angelo Jasparro - Audioreview Settembre 2010
Al link di seguito altri spunti interessanti di una recensione intensa e molto sentita.

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Preamplificatore Renaissance MKIII su Fedeltà del Suono Agosto 2010
"Ecco cosa c'è, mi sono finalmente detto, cosa c'è sempre stato in My funny Valentine. Ci ho messo tutti questi anni per capirlo. Tutti questi anni e il VAC Renaissance MKIII."
Valerio Maria Bonavia da appassionato intenditore, con quel piglio da audiofilo "di una volta", ci parla di questo preamplificatore VAC su Fedeltà del Suono di Agosto 2010.

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Preamplificatore Signature MKII su Inner Ear Aprile 2010
"Non mi ero mai avvicinato così tanto prima ai prodotti VAC ma avevo già avuto modo di ascoltarli presso fiere di settore e presso alcuni rivenditori. Sebbene mi sembrassero suonare molto bene, non ero preparato all’impressione che mi avrebbe fatto questo due telai Signature MK II."
"Questo componente è costruito con la precisione di un orologiaio svizzero in uno chassis che ricorda la solidità di un carroarmato."

"Se valutassimo il suono da come questa elettronica si presenta agli occhi, beh, resteremmo impressionati. Questo due telai sprigiona eleganza e raffinatezza. Offre un tocco di classe che raramente è possible ritrovare in un mercato dominato da designs piuttosto minimali. I componenti VAC non sono piccoli e carini come certe costose elettroniche che ben conosco, ma nemmeno appaiono smaccati o pomposi. Le loro dimensioni suggeriscono la loro importanza, il loro peso ne dimostra la solidità."

"Durante l’ascolto dei miei CD sono rimasto sconcertato da come sia semplice distinguere i diversi timbri degli strumenti della stessa famiglia. In particolare sottolineo l’abilità del VAC nella riproduzione del sassofono, di cui svela ogni sfumatura mentre il flusso d’aria modificato dalle chiavi attraversa l’ancia. La sua capacità di rivelare e proporre questi dettagli mi ha riportato ancora una volta all’interno dell’evento dal vivo."

"Le voci qualunque esse siano, tenori, soprani, Luis Armstrong o Kathleen Battle, sono così vere che mi restituiscono la performance live. Il VAC ha senza dubbio la capacità di estrarne il timbro ed il colore e di presentare con limpidezza la personalità dei cantanti."

"Anche con il complesso messaggio di una grande orchestra la capacità di dettaglio è sempicemente superba e si sposa senza fatica con la dinamica. Niente risulta fuori equilibrio sia a volumi molto elevati che molto ridotti."

"L’ultima cosa da aggiungere è che l’immagine non è buona o molto buona; è oltre queste parole, è oltre i diffusori. Non potrei chiamarla tridimensionale, la chiamerei multidimensionale. La scena sonora ha contorni ben definiti ed esiste una reale percezione della grandezza e della posizione degli strumenti. Quando il setup è corretto (ed il mio lo è), è difficile ad occhi chiusi localizzare i diffusori."

Intera recensione su Inner Ear (inglese)




Preamplificatore Signature MKII su Dagogo Marzo 2010
"La mia primissima impressione è che il Signature MKII abbia una intrinseca naturale capacità di fornire potenza. Non ero preparato a questo drastico sbalzo di prerformance: il calore mi era stato anticipato e l’ho apprezzato, ma l’esplosione dinamica del mio sistema è stata pari ad una turbocompressione di un sistema già ai massimi regimi. Sono rimasto impressionato da come ogni genere musicale sia stato caricato di energia vitale. E’ duro da dire ma l’impressione che ho avuto è che i molti altri preamplificatori che ho ascoltato, sia a SS che a valvole, suonino in qualche modo privi di vita a confronto. (..) questo VAC ha un “èlan vital” (slancio vitale) quel qualcosa difficile da descrivere ma inconfondibile una volta percepito. "

"Mentre altri preamplificatori riescono ad esprimersi in modo ottimale solo accoppiati con componenti compatibili, il VAC è uno strumento creato per raggiungere il culmine delle capacità con ogni finale o diffusore utilizzati nella catena audio. E’ in grado di metterli a loro agio in modo ottimale e farli esprimere al loro meglio. Se il Signature MKII viene rimosso dal sistema con ognuno dei tre amplificatori utilizzati per il test, il sound stage letteralmente collassa, l’immagine si sfuoca e quello slancio vitale cade. La musica diventa una cosa senza vita invece che un flato animato e rigoglioso. "

"Tutti i preamplificatori usati all’interno del mio sistema aggiungevano colorazione, riducevano il dettaglio (…) fino al VAC Signature MKII. E’ l’unico preamplificatore che ho usato con un suono così pulito e raffinato nonché spazioso e audace, perfino con addolcenti finali valvolari. Ciò mi fa capire che il Signature MKII è un riferimento mondiale per la riproduzione della musica senza compromettere la musica. E’ l’unico che in nessun modo manipola la musica riducendo la dinamica, coprendo il dettaglio, ritraendo un sound stage compresso, o suonando piatto. Posso vedere, o meglio sentire, perché Kevin Hayes preferisce chiamare le proprie creazioni strumenti piuttosto che componenti. Il livello raggiunto è estremo. "

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Recensione finale Phi200 su AudioReview Gennaio 2010
Angelo Jasparro prova per noi il finale VAC Phi 200 su AudioReview di Gennaio 2010.
Di seguito alcuni passaggi di un ascolto che ha lasciato il segno nel recensore:

“Molti di voi ormai mi conoscono e sanno che non sono solito vedere la Madonna ad ogni ascolto ma qui, amici miei, ci andiamo molto vicino.”

“Monteverdi - Ave Maris Stella – Vespro della Beata Vergine diretto da Gardiner:
Confesso che dopo pochi istanti sono rimasto scioccato dalla quantità di particolari che non avevo notato con la mia abituale amplificazione. Ma porca miseria, non doveva essere lo stato solido quello che suona più preciso e con maggior definizione? (...) Non credo alle mie orecchie. Mi ricompongo, dopo essermi pizzicato e reso conto che sono sveglio. (...) I pianissimo sia strumentali che vocali, hanno una delicatezza mista a fermezza, che mette i brividi. I grandi cori fluiscono senza alcuna difficoltà, lontani da compressione e confusione.”

“(...) approfondendo gli ascolti, mi rendo conto sempre di più di quanta dinamica questo finale riesca ad esprimere e mi chiedo se quest’impressione possa essere dovuta alla velocità fulminea nella risposta ai transienti ed alla microdinamica decisamente pregna dei più minuti particolari presenti nel messaggio sonoro.”

“Che abbia capacità di pilotaggio estremamente buone è assodato. Quello che mi ha davvero lasciato di sasso è stata la sua capacità di suonare con colorazioni minime, trattandosi di un valvolare ma, soprattutto, la precisione nel discernere ogni particolare presente nelle registrazioni e di non trovarsi mai in difficoltà neanche coi messaggi più complessi e difficili da dipanare.”

“(...) ascoltarlo non vi farà male. Al massimo vi sarete resi conto di che livelli ha raggiunto l’elettronica audio nella sue più alte espressioni. Questo è un esempio più che concreto. Ancora una volta devo modificare le mie convinzioni su dove si posizioni il limite delle tecnologie odierne (...)”

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