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Recensione USA del pre VAC Signature MKII
01/05/2010

Inner Ear si gode il Signature MKII all'interno di un sistema stellare e ne riporta le doti di straordinario maestro d'orchestra. Di seguito alcuni salienti passaggi:

Unione di estetica e tecnologia
L’incontro con questa elettronica coincide con la prova di un sistema nel quale era utilizzato per comandare un finale da 300w Boulder 1060 (con a valle dei diffusori Focal La Scala) ed a monte era alimentato da un sistema di lettura CD Esoteric.

Non mi ero mai avvicinato così tanto prima ai prodotti VAC ma avevo già avuto modo di ascoltarli presso fiere di settore e presso alcuni rivenditori. Sebbene mi sembrassero suonare molto bene, non ero preparato all’impressione che mi avrebbe fatto questo due telai Signature MK II.
Questo componente è costruito con la precisione di un orologiaio svizzero in uno chassis che ricorda la solidità di un carroarmato.

Poiché sono dell’idea che il componente più importante di un impianto sia il preamplificatore, sono immediatamente rimasto sbalordito dalla purezza del suono e dalla musicalità autentica che questo sistema mi ha comunicato.

L’aspetto
Se valutassimo il suono da come questa elettronica si presenta agli occhi, beh, resteremmo impressionati. Questo due telai sprigiona eleganza e raffinatezza. Offre un tocco di classe che raramente è possible ritrovare in un mercato dominato da designs piuttosto minimali. I componenti VAC non sono piccoli e carini come certe costose elettroniche che ben conosco, ma nemmeno appaiono smaccati o pomposi. Le loro dimensioni suggeriscono la loro importanza, il loro peso ne dimostra la solidità.

Il suono
(…) è molto importante avere qualche conoscenza di musica dal vivo. Io utilizzo sempre registrazioni di pianoforte che ben conosco quali Yamaha, Steinway, Baldwin e Boesendorfer, tutti con una loro particolare personalità. Quando riesco a riconoscere le caratteristiche soniche dei differenti pianoforti, allora so che sono di fronte a qualcosa di speciale.
La musica scelta per questa recensione è parte di una collezione di CD di jazz, blues e classica ben registrati.

Per valutare questo VAC ho alernato al Boulder i miei familiari mono Wyetech Labs Ruby. Il primo ascolto è stato comunque con il finale Boulder e il lettore Esoteric. Questo sistema raggiunge un tale grado di realismo che ho la netta sensazione di stare ascoltando una pianoforte che suona nella mia sala.
Quando attacco i miei mono Wyetech Labs mi rendo conto innanzitutto di come il VAC consenta all’amplificazione di potenza di esprimersi al meglio. Questa è una caratteristica dell’impostazione sonora del VAC che considero essere tra le poche realizzazioni con questo tocco omogeneo e naturale. La musica mi è giunta più melodiosa di quanto mi aspettassi ed ho riconosciuto la velocità, la chiarezza e l’articolazione dei finali (questo comportamento del pre permette di poter scegliere un finale che in toto incontri il proprio gusto).

Durante l’ascolto dei miei CD sono rimasto sconcertato da come sia semplice distinguere i diversi timbri degli strumenti della stessa famiglia. In particolare sottolineo l’abilità del VAC nella riproduzione del sassofono, di cui svela ogni sfumatura mentre il flusso d’aria modificato dalle chiavi attraversa l’ancia. La sua capacità di rivelare e proporre questi dettagli mi ha riportato ancora una volta all’interno dell’evento dal vivo.

Le voci qualunque esse siano, tenori, soprani, Luis Armstrong o Kathleen Battle, sono così vere che mi restituiscono la performance live. Il VAC ha senza dubbio la capacità di estrarne il timbro ed il colore e di presentare con limpidezza la personalità dei cantanti.

Anche con il complesso messaggio di una grande orchestra la capacità di dettaglio è sempicemente superba e si sposa senza fatica con la dinamica. Niente risulta fuori equilibrio sia a volumi molto elevati che molto ridotti.

L’ultima cosa da aggiungere è che l’immagine non è buona o molto buona; è oltre queste parole, è oltre i diffusori. Non potrei chiamarla tridimensionale, la chiamerei multidimensionale. La scena sonora ha contorni ben definiti ed esiste una reale percezione della grandezza e della posizione degli strumenti. Quando il setup è corretto (ed il mio lo è), è difficile ad occhi chiusi localizzare i diffusori.

VAC Signature MKII  -  Intera recensione (inglese)
 


 

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